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Reddito minimo e quantificazione punteggio


Le Province formano la graduadoria  per i beneficiari del "reddito minimo" in base alla tabella di cui al DGR 426 del 29 maggio 2009 (descritta nel post precedente).  Questa tabella, al rigo d) prevede 2 punti per i richiedenti di sesso femminile.
A mio parere tale previsione è una palese discriminazione, alla faccia delle pari opportunità tra uomini e donne.
Inoltre - credo - non sia conforme a quanto prevede la Direttiva CEE 76/207/CE modificata dalla Direttiva 2002/73/CE.

Aggiornamento del 3/9/2009:

C’è molta confusione, soprattutto a causa della cattiva informazione e superficialità con cui si sta gestendo la procedura.

Molti uffici postali non stanno ancora consegnando  i kit giustificandosi con dichiarazioni  diverse, prive di fondamento che dimostrano solo la loro pessima informazione e incompetenza .

Le istruzioni presenti nel kit non sono chiare. Ad esempio un ragazza  nubile con 2 figli minori a carico riconosciuti dal padre con reddito pari a zero non appartiene ad un nucleo familiare monoreddito perché non ha reddito, ma non rientra nemmeno nel nucleo familiare monoparentale perché i figli sono stati riconosciuti dal padre. In questo caso la ragazza prenderà meno punti di una ragazza nelle sue stesse condizioni familiari ma con reddito.

La stessa assessora Tibaldi, in data 2/9/2009,  scrive sul sito della regione Lazio “Per i lavoratori precariamente occupati il contributo è proporzionato in base al reddito percepito nell'anno in corso: se ad esempio nell'anno in corso si sono percepiti 5.000 euro, il beneficio sarà di 2.000 euro” . Questa spiegazione è in totale contrasto con quanto prevede l’art.3 della Legge Regionale 4 marzo 2009: il reddito minimo garantito si articola nelle seguenti prestazioni:…. b) per i beneficiari indicati all’art.4 ……(i lavoratori precariamente occupati)… in somme di denaro non superiori a 7 mila euro annui, .., calcolate tenendo conto del principio di proporzionalità riferito  al reddito percepito nell’anno precedente   ed erogate nelle misure indicate nel regolamento di cui all’art.7. In ogni caso la somma tra il reddito percepito nell’anno precedente e il beneficio erogato non può essere superiore a 7 mila euro.”

Inoltre i requisiti previsti dall’art.4 della Legge Regionale non limitano i soggetti beneficiari a quelli compresi tra i 30 e i 44 anni.  Perché un disoccupato di 40 anni ha diritto e uno di  29 no?? È ingiusto ed iniquo.



Pubblicato il 29/8/2009 alle 19.54 nella rubrica Diario.

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